(da Il Foglio) La marcia su Roma, temuta dal consigliere romano del Pd Dario Nanni, non c’è stata. Nessun figuro con muso torvo, e simboli strani, ha assalito con spranghe neri che passavano di là per caso; neppure un bar è stato assalito, per la sete che a volte fa sragionare anche i più moderati. I duecento pullman messi a disposizione dal sindaco Alemanno, che forse Nanni temeva potessero essere usati come arieti, non sono mai esistiti neppure quelli. Se non nella realtà virtuale raccontata da Corriere e Repubblica, che preferiscono parlare di presunte spese pazze del sindaco Alemanno (buono, quando appoggia il Gay pride, deplorevole quando cammina con i pro life), che di argomenti seri su cui forse non hanno riflettuto abbastanza. No, domenica 13 maggio, dopo il grande convegno scientifico sulla vita nascente presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, e dopo la commovente testimonianza di una donna che aveva abortito, per le strade di Roma ha sfilato un lunghissimo e pacifico corteo.
Dal Colosseo sino a Castel sant’Angelo. Chi ha letto qualche giornale si sarà immaginato personaggi isterici, ghigni satanici, nuvoloni in cielo, e l’aria bigia de “Il nome della rosa”. Invece, non era solo in cielo, il sole, ma anche negli occhi e sul volto delle migliaia di bambini, genitori, giovani e adulti che camminavano chiacchierando, parlando, talora pregando. E’ stata veramente una festa, una festa vera, benché convocata da associazioni più svariate che hanno in comune un’idea: il no all’aborto
(Il Foglio)
Dal Colosseo sino a Castel sant’Angelo. Chi ha letto qualche giornale si sarà immaginato personaggi isterici, ghigni satanici, nuvoloni in cielo, e l’aria bigia de “Il nome della rosa”. Invece, non era solo in cielo, il sole, ma anche negli occhi e sul volto delle migliaia di bambini, genitori, giovani e adulti che camminavano chiacchierando, parlando, talora pregando. E’ stata veramente una festa, una festa vera, benché convocata da associazioni più svariate che hanno in comune un’idea: il no all’aborto

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