martedì 29 maggio 2012

Le brigate rosse non sono un gruppo terroristico. A stabilirlo un manipolo di giudici...comunisti

(da Il Sole 24 Ore)Le nuove Brigate rosse non sono un gruppo terroristico. Anche se si tratta di un' associazione sovversiva che ha agito con le armi contro lo Stato. Lo ha deciso ieri la Corte d' Assise d' Appello di Milano che ha previsto in via definitiva, dopo il rinvio deciso dalla Cassazione, di undici condanne, da due anni e due mesi fino a unidici anni e mezzo di carcere, con pene ridotte per tutti, un assolto e un altro imputato scarcerato. «Questi sono terroristi, emanano sentenze di morte, non c' è altro termine per definirli» ha detto Pietro Ichino, parte civile nel processo perché, per l' accusa, l' organizzazione armata, smantellata con gli arresti del 2007, stava progettando un attentato contro di lui. Il senatore Pd si è presentato ieri in aula per leggere una memoria: dalla gabbia i presunti brigatisti gli hanno lanciato insulti e minacce. «Questo signore - ha detto Alfredo Davanzo, presunto ideologo del gruppo, indicando Ichino - rappresenta il capitalismo, è lui uno degli esecutori del sistema e noi eseguiremo il dovere di sbarazzarci di questo sistema». Ichino, sotto scorta da dieci anni dopo l' omicidio del collega Marco Biagi, ha rilevato: «La situazione di pericolo per me non è ancora cessata e io non posso che circolare su una macchina blindata». A Davanzo la Corte ha inflitto una condanna a nove anni, rispetto ai dieci anni e dieci mesi chiesti dal sostituto pg Laura Barbaini. E se nel giugno 2010 la pena più alta era stata 14 anni e sette mesi di carcere ieri per Claudio Latino, ritenuto il capo della cellula milanese, è arrivata unacondanna a undici anni e mezzo. A pesare sulle riduzioni di pena la scelta della Corte, presieduta da Anna Conforti, che ha derubricato il reato da associazione sovversiva con finalità terroristiche ad associazione sovversiva semplice. «Non accettiamo ricatti di sorta, come quelli dei terroristi che con proclami e rivendicazioni pensano di condizionare le nostre scelte» ha detto il sottosegretario all' Interno, Carlo De Stefano.

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