(da Il Giornale) Lusi, per una volta, fa i nomi dei big del partito che hanno sempre negato d' aver percepito un euro. Li cita en passant . «La Bindi, Franceschini, Bianco, Fioroni ed Enrico Letta erano legittimati a chiedere contributi attraverso loro fiduciari». Poi Gentiloni e l' ambientalista Realacci, «legittimati insieme a Rutelli a presentare fatture per la componente democratici». Da questa componente era stato escluso «a me in maniera poco comprensibile Parisi», nonostante fosse presidente del partito e dunque avesse pieno titolo per pretendere la sua parte. Stando al ragionamento di Lusi, Rutelli non voleva che gli venissero pagate le fatture dal 2007 in poi. L' ex tesoriere nomina anche l' ex presidente del Senato, Franco Marini, l' unico però«che pur avendone diritto non ha mai chiesto un soldo, nemmeno per il tramite dei suoi referenti».Quando scomoda i pezzi da novanta del Pd non mette accanto cifre, limitandosi a descrivere modalità di riscossione: «Lorogiura Lusi - presentavano le fatture e io saldavo senza contestare nulla»,anche quando non era certo che le pezze d' appoggio fossero regolari. «Ero il capo amministrativo e come tale esecutore, non avevo obblighi di controllo, se Rutelli mi diceva di pagare pagavo. Dovevo solo verificare che venisse rispettato il budget della spartizione del 2007: 60 per cento ai popolari, 40 ai rutelliani». L' ex tesoriere ha raccontato di aver consegnato ingenti somme al leader dell' Api e che i versamenti venivano effettuati in coincidenza di campagne elettorali, vacanze e festività e «contabilizzate in modo da tutelare Rutelli». Il quale avrebbe dato anche l' input di fermarsi a pagare 70mila euro (dei 120mila richiesti) a Renzi. La replica di Rutelli è sferzante: «Lusi è un ladro senza vergogna, un inquinatore pericolosissimo, ha cambiato versione per la quarta volta, presenterò una nuova denuncia».

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