(da Il Corriere della Sera). Nonostante la freddezza, quasi l' ostilità con cui è stata accolta l' offerta di varare subito, in pochi mesi, una riforma presidenziale alla francese con doppio turno, il Pdl non si arrende. «Abbiamo fatto una proposta, abbiamo tutte le intenzioni di portarla avanti», conferma Paolo Bonaiuti, mentre Ignazio La Russa delinea il cammino che il partito di Berlusconi e Alfano intende intraprendere: «Martedì (domani, ndr ) la commissione Affari costituzionali del Senato licenzierà il testo di riforma costituzionale sul quale finora abbiamo lavorato. Bene, mandiamola subito in Aula e prima riuniamo gli esperti dei partiti per verificare assieme almeno se ci sono i tempi per alzare l' asticella e arrivare alla vera riforma che rappresenterebbe una risposta adeguata alle esigenze del Paese, quella presidenziale». Un rilancio, spiega La Russa, per far capire che «noi non abbiamo alcuna intenzione di frenare o ostacolare, ma solo di fare un passo avanti. Se ci diranno no, porteremo i nostri emendamenti in Aula e li voteremo, senza polemica. Sapendo che comunque, alla fine, la legge elettorale andrà modificata, perlomeno per restituire ai cittadini la facoltà di scegliersi i propri parlamentari». Si va avanti dunque, e già nelle prossime ore Alfano tornerà a proporre ai leader degli altri partiti di discutere seriamente «e senza preclusioni o diffidenze» una proposta che, continua La Russa, «darebbe anche un significato alla prosecuzione del governo Monti». E che comunque, aggiunge Maurizio Gasparri, non pregiudicherebbe l' appoggio del Pdl alla proposta di riforma costituzionale con rafforzamento dei poteri del premier che sta per arrivare in Aula. Ma né dal Pd né dall' Udc arrivano aperture concrete. Dopo due giorni di silenzio, Pier Ferdinando Casini annuncia che esaminerà la questione non appena sarà tornato in Italia dal suo viaggio in Sud America: «Vogliamo fare cose serie. La nostra costruttività non è mai mancata, ma vogliamo capire quanto c' è di serietà e quanto di propaganda». E dal centrosinistra, a parte la proposta di discutere intanto di doppio turno e di rimandare alla prossima legislatura l' eventuale riformapresidenzialista, allo stato non arriva di più.

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