(da Il Fatto Quotidiano) Lo definiscono un ministro sotto assedio. Straniero in casa, nonostante sia il responsabile della Farnesina. Giulio Terzi di San-t' Agata, a capo degli Esteri, da oltre due settimane è alle prese con un nucleo di sindacalisti, particolarmente avvelenati, che tutti i giorni gli manifestano contro. L' appuntamento quotidiano è alle ore 12, primo piano, nell' anticamera della segreteria particolare: qui tirano fuori i tamburelli, cori, foglietti dedicati (da "buffone" a "vergogna", fino a concetti più articolati qui accanto riprodotti). E va sempre peggio. La questione è la seguente: i tagli previsti dal ministero, "via le aree funzionali dalle sedi estere e rischio di licenziamenti per il personale a contratto". Si parla anche di chiusura di molte sedi consolari, declassate a semplici sportelli. Eppure Terzi non risponde. Nessuna spiegazione o confronto. In compenso i dipendenti sono rimasti ammirati per la sua capacità di "svicolare, di evitare ogni contatto - racconta un sindacalista - Non si era mai vista una cosa del genere, qua dentro, presunto regno della diplomazia nostrana. Gli stagisti ci guardano allibiti. E hanno ragione". Così, da un paio di settimane, tutti gli appuntamenti fissati al primo piano vengono sistematicamente spostati "meglio evitare figuracce", spiegano i suoi collaboratori. E non parliamo di summit qualsiasi, "l' inciampo" è avvenuto anche in occasione di un vertice bilaterale. "Pensi, dopo giorni e giorni di protesta, a un certo punto sembrava fatta: ' vi riceve ' ci fanno sapere - racconta un dipendente - Al contrario, al rientro da un vertice Nato, ha contattato il suo staff e ha fatto spostare da un' altra parte la conferenza della commissione mista italo-messicana". Dove? A Villa Madama. Una delle residenze più belle della Capitale. Sede di feste, ricevimenti. Anche matrimoni, a seconda del budget a disposizione delle coppie

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