(da Il Messaggero) E' da parecchio tempo che il presidente dei vescovi sferza il mondo politico, insistendo sempre sullo stesso punto: senza un sostanziale cambiamento di rotta da parte dei partiti, la distanza tra l' elettorato e la politica è destinata ad aumentare. Con esiti preoccupanti. Il cardinale Angelo Bagnasco anche ieri pomeriggio, durante un visita nella diocesi di Locri, in Calabria, è tornato sull' argomento mostrandosi davvero amareggiato. «Ad allontanare sempre più i giovani dalle istituzioni è la cosiddetta antipolitica. Si tratta di un aspetto negativo e diseducativo. Ci vuole quindi una netta inversione di tendenza». A fare da cornice alle parole del presidente della Cei sono state le elezioni amministrative svoltesi in diversi comuni che hanno segnato un vistoso calo d' affluenza alle urne. Per la Chiesa questo andamento se da una parte segnala la disaffezione dei cittadini alla politica, dall' altra sottolinea la sfiducia verso le istituzioni. Insomma, la campana per i partiti ha iniziato a suonare a martello. «L' antipolitica non risolve nessun problema, anzi deprime l' opinione generale e il sentire comune» ha affermato l' arcivescovo di Genova aggiungendo subito dopo che «è tutti quanti devono partecipare alla costruzione della società civile; ed il primo modo di partecipare alla vita pubblica è il diritto-dovere del voto». Come dire che disertare le urne potrebbe rivelarsi un rischio per la democrazia.Il tema dell' antipolitica è stato affrontato diverse volte dal mondo cattolico.

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