(da Il Corriere della Sera) Nicolas Sarkozy abbandona l' Eliseo con un grande discorso e un sorriso triste sulle labbra, il nuovo presidente François Hollande prende su di sé il potere supremo con aria grave e parole concrete, prive di lirismo, adatte alla circostanza: il difficile viene adesso. Dopo oltre un anno di campagna elettorale, il socialistariporta la gauche all' Eliseo per la prima volta dal 1995 (fine dell' era Mitterrand). «Se non torniamo al potere si porrà la questione della stessa esistenza della sinistra», diceva solo qualche mese fa Hollande che oggi - con il 51,7% dei voti - non solo conquista la presidenza francese, ma raccoglie su di sé le speranza di molti europei. «Porteremo il cambiamento in Europa, l' austerità non è una fatalità», ha detto Hollande nel primo discorso da presidente a Tulle, in Corrèze, la sua circoscrizione elettorale. A Parigi, la segretaria del partito socialistaMartine Aubry si è affacciata dalla sede del partito per salutare la folla accompagnata dal premier belga Elio Di Rupo, e Hollande ha dichiarato che avrebbe parlato per prima cosa con «gli amici tedeschi» per rassicurarli del legame con la Francia e convincerli della necessità di rifondare la politica europea di uscita dalla crisi. I primi atti anche simbolici della presidenza Hollande sono chiari: finito Merkozy, si tratta di «dare un nuovo inizio all' Europa». In un discorso emozionante, pochi minuti prima Nicolas Sarkozy aveva fatto appello ai suoi elettori perché unissero gli sforzi con gli avversari «per il bene superiore della Francia». Il compito che attende Hollande è notevole: l' economia francese è sotto la minaccia di una nuova degradazione del rating da parte di Moody' s, e allo stesso tempo il nuovo presidente dovrà dare seguito alla sua promessa di aggiungere un capitolo «crescita» al trattato di stabilità europeo, in vista del vertice di Bruxelles di fine giugno.

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