(da La Stampa) Virata in corsa sull'articolo 18. Il giudice potrà intervenire a tutela dei lavoratori anche sui licenziamenti «economici» qualora siano «ingiustificati» e «di carattere discriminatorio». A dirlo è il premier Mario Monti che ieri ha presentato il disegno di legge di riforma del mercato del lavoro. Nel ddl, ha avvertito il premier, «si è accresciuta in misura rilevante la flessibilità in uscita, ma con una serie di garanzie che rispettano la necessità che i giudici del lavoro non entrino troppo in valutazioni che appartengono alla responsabilità del datore di lavoro e siano lì a tutelare lavoratori che fossero oggetto di licenziamenti ingiustificati». Sarà così garantita la possibilità di reintegro ai lavoratori cui il giudice riconoscerà che il licenziamento per motivi economici è stato illegittimo. La novità è stata ribadita anche da Elsa Fornero ai tecnici dei partiti incontrati ieri mattina. Il giudice, secondo l’ultima formulazione del testo, «annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennità risarcitoria». Indennità che come per tutti i licenziamenti illegittimi è «commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell'effettiva reintegrazione, dedotto quanto il lavoratore ha percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative, nonché quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di una nuova occupazione». Sarà in sostanza possibile il reintegro in caso il giudice riscontri che dietro ai motivi economici si cela invece un'evidente discriminazione: l'articolo 14 del ddl di riforma prevede esplicitamente il ritorno al reintegro per i licenziamenti economici «infondati» o, come a precisato ieri lo stesso Monti, «insussistenti». Rispetto alla precedente bozza del governo che non prevedeva il ricorso al giudice ed il reintegro nel caso di licenziamento illegittimo per cause economiche come nel «modello tedesco» si tratta insomma di un bel salto.

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