(da La Stampa) Poi dicono l'antipolitica. Sì, certo, la fiducia nei partiti è al livello più basso di sempre e dire oggi di essere un politico non è più motivo di vanto. Ma evidentemente più che scegliere per l'astensione, la soluzione all'italiana è candidarsi in prima persona. Per le prossime amministrative infatti - si vota tra poco più di un mese, il 6 e 7 maggio - è boom di liste, candidati sindaci e consiglieri. E continuano a lievitare, visto che la presentazione delle liste scade oggi a mezzogiorno (in anticipo rispetto al termine consueto che sarebbe altrimenti combaciato con il sabato di Pasqua). Come al solito, soprattutto i grandi partiti aspetteranno l'ultimo minuto per consegnare le proprie liste (ricordate il disastro del Pdl alle regionali del Lazio del 2010?), la maggior parte di liste minori e cosiddette «civiche» invece, ha già depositato simbolo ed elenco degli aspiranti consiglieri. Il fenomeno politico più evidente è proprio il proliferare di queste «liste civiche»: alcune rappresentano movimenti di cittadini stufi dei partiti tradizionali, altre invece celano proprio i partiti che preferiscono non presentarsi con il proprio simbolo per evitare imbarazzanti confronti con i risultati del passato. Altre ancora servono indicano una resa dei conti all'interno dei vari movimenti: è il caso dei nostalgici di Forza Italia che, pur di contarsi, hanno presentato liste alternative a quelle del Pdl in molte città. Le città più importanti in cui si voterà sono Verona, dove si ricandida il sindaco uscente Flavio Tosi appoggiato da Lega Nord e altre sette liste civiche, ma non più dal Pdl. Genova, dove i candidati sindaco sono 15 e le liste addirittura 16 e Palermo, dove in undici si sfideranno per la poltrona di sindaco.

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