(da Corriere.it)Tensioni per quattro ore consecutive, contestazioni ai politici, scontri con la polizia, sei poliziotti e otto manifestanti feriti. E' il bilancio della giornata del Primo Maggio a Torino. Che non sarebbe stata solo una festa lo si poteva intuire già nei giorni scorsi. A partire dal 21 aprile, quando l'auto blu del ministro del Lavoro Elsa Fornero era stato il bersaglio di lanci di uova. E dai giorni successivi, in cui i precari del welfare avevano tentato più volte l’assalto alla sede del Comune.
E oggi, le tensioni sono iniziate dall’inizio del mattino. Non appena la schiera di migliaia di persone - 20mila secondo i sindacati - ha iniziato a percorrere via Po, un gruppo di circa 40 studenti e militanti dei centri sociali ha cercato di spezzare il corteo nel punto in si trovava il sindaco di Torino, gridando «Fuori Fassino dal corteo. Sono sbucati di corsa da una via laterale, hanno fatto esplodere una bomba carta, ma, prima che raggiungessero il primo cittadino sono stati fermati e caricati dalla polizia. Quattro sono stati portati in questura. A fine giornata sono stati tutti rilasciati. Tre “esponenti di spicco dell’antagonismo torinese”, così li definisce la questura, sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale. Dopo, il corteo ha ripreso lentamente il suo percorso. Fassino ha marciato di fretta, circondato da una schiera di agenti in tenuta antisommossa e dal servizio d'ordine dei sindacati. Di lato, dietro al cordone di agenti, lo hanno sempre accompagnato i contestatori, con i fischi, gli insulti e le grida. «Vergogna», «Fuori la polizia dal corteo», «Pensi solo al festival del jazz e lasci a casa i precari». «Erano in venti - ha minimizzato il sindaco all'inizio - ogni Primo Maggio capita che ci siano dei contestatori, io sto bene».
E oggi, le tensioni sono iniziate dall’inizio del mattino. Non appena la schiera di migliaia di persone - 20mila secondo i sindacati - ha iniziato a percorrere via Po, un gruppo di circa 40 studenti e militanti dei centri sociali ha cercato di spezzare il corteo nel punto in si trovava il sindaco di Torino, gridando «Fuori Fassino dal corteo. Sono sbucati di corsa da una via laterale, hanno fatto esplodere una bomba carta, ma, prima che raggiungessero il primo cittadino sono stati fermati e caricati dalla polizia. Quattro sono stati portati in questura. A fine giornata sono stati tutti rilasciati. Tre “esponenti di spicco dell’antagonismo torinese”, così li definisce la questura, sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale. Dopo, il corteo ha ripreso lentamente il suo percorso. Fassino ha marciato di fretta, circondato da una schiera di agenti in tenuta antisommossa e dal servizio d'ordine dei sindacati. Di lato, dietro al cordone di agenti, lo hanno sempre accompagnato i contestatori, con i fischi, gli insulti e le grida. «Vergogna», «Fuori la polizia dal corteo», «Pensi solo al festival del jazz e lasci a casa i precari». «Erano in venti - ha minimizzato il sindaco all'inizio - ogni Primo Maggio capita che ci siano dei contestatori, io sto bene».

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