(da Il Corriere della Sera) Mario Monti depotenzia la polemica con il Pdl sul "caso Alfano" e avanza una possibile soluzione alla questione dei debiti non pagati dall' amministrazione pubblica alle imprese italiane. Durante un dibattito alla Fondazione Italianieuropei, presieduta da Massimo D' Alema, il presidente del Consiglio ha detto di non essersi riferito, "quarantott' ore fa", ad Angelino Alfano, quando ha attaccato con durezza chi predica l' evasione fiscale. "È successo qualcosa che se fossi nell' onorevole Alfano mi preoccuperebbe - ha detto -. Ho parlato di chi propone l' evasione fiscale senza menzionare il segretario del Pdl, perché non lo avevo in mente. Ciononostante qualche esponente politico , soprattutto del suo partito, lo ha difeso da un attacco proditorio del presidente del Consiglio. Che non ha mai pensato a lui. Poi ho constatato la correttezza di Alfano, ho controllato ed era chiaro che non aveva incitato alla disobbedienza fiscale: aveva fatto una proposta che come parlamentare ha tutto il diritto di fare. Mi dispiace per il malinteso". C' è chi la chiamerà marcia indietro, chi precisazione. Di certo, Monti, con stile puntiglioso, non ha intenzione di rischiare rotture con i partiti, visti anche i problemi che inizia ad avere in parlamento. Quindi, ha anche spiegato che la soluzione del grave problema dei debiti dello Stato verso le imprese dovrà avere una soluzione europea. Nel senso che ora quelle obbligazioni non vanno a fare parte del debito pubblico, ma se lo Stato le regolasse in titoli pubblici ciò farebbe aumentare il debito. Per questo, "occorre concordare una soluzione sul piano europeo per non conteggiarli, prima che entri in vigore il fiscal compact: sarebbe un' operazione di trasparenza nell' amministrazione pubblica ed eviterebbe di distruggere imprese sane".

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