giovedì 3 maggio 2012

Alfano: con Monti tutto chiarito. Caso chiuso. Ma noi paghiamo un prezzo alto per il sostegno al suo Governo

(da Il Corriere della Sera) «Con il chiarimento di Monti, il caso è chiuso». Alle prese con la sua prima campagna elettorale da segretario del Pdl, avrebbe voluto dividersi solo tra le piazze del Paese e le piazze mediatiche, tra comizi e post su facebook, con i quali commenta il suo «giro d' Italia». È quindi scontato che avrebbe fatto volentieri a meno del «caso» aperto lunedì scorso dal Professore, «anche perché - dice Angelino Alfano - ho sempre riservato pubblici apprezzamenti al premier, e il mio partito ha sempre sostenuto con lealtà e senso di responsabilità il suo governo. Se le sue parole dell' altro giorno fossero state riferite a me, le avrei considerate una ingiustizia. Perciò mi ha fatto piacere che Monti abbia chiarito. E il fatto che non ci sia stato alcun contatto tra noi in questi ultimi giorni, rende ancor più importanti le affermazioni del presidente del Consiglio». Importanti o necessarie? Perché nel Pdl è scoppiato il pandemonio: lei, che nel partito viene criticato per le sue posizioni filo-montiane, veniva attaccato proprio da Monti. «In effetti si stava creando una situazione paradossale: da una parte io, che ai comizi devo dar conto della scelta di sostenere il governo, e dall' altra il premier che... Comunque,chiarito. Per me il caso è chiuso». Non trova strano che il «caso» sia scoppiato in campagna elettorale? «Per una tornata di Amministrative in cui, ricordo, il Pdl va da solo al voto in 23 capoluoghi su 27. E se al Nord è saltata l' alleanza con la Lega, è perché abbiamo deciso di sostenere l' esecutivo. Noi sì paghiamo un prezzo. Il nostro è davvero un sostegno leale e responsabile. Viene da un partito con identità e valori a cui non si può pensare di mettere il silenziatore. Noi non possiamo tacere, noi non staremo zitti, come dice Bersani». Il «caso» con Monti sarà chiuso, però sempre Monti continua a punzecchiarvi. Ricordando l' avvento di Forza Italia nel '94, ha detto che allora aveva nutrito «molte attese», rimaste deluse. Per un partito che sostiene il governo, non è un buon sostegno in campagna elettorale. «C' è sempre una a-simmetria tra ciò che si vuol fare, ciò che si riesce a fare e ciò che si riesce a comunicare di aver fatto. Penso alle attese che i mercati internazionali avevano riposto sulla riforma del lavoro, e ai giudizi perentoriamente negativi espressi da quei grandi quotidiani che a quei mercati danno voce. Ecco: non sempre si riesce a fare ciò che si vuole e non sempre si riesce a far percepire all' esterno ciò che è. E vorrei sottolineare come sul tema della riforma del lavoro, che ha rappresentato il terreno più scivoloso per il governo, il Pdl ha la coscienza a posto»

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