(da Il Messaggero) E' qualcosa di più di un colpo di scena quello che è accaduto in Grecia. E' una rivoluzione. Il Pasok, lo storico partito socialista, che nelle elezioni del 2009 aveva ottenuto il 44 per cento è praticamente crollato, anzi, pressoché sparito, attestandosi, secondo le proiezioni del ministero dell' Interno di Atene, sul 13,6 per cento, fermandosi così al terzo posto. Come i sondaggi avevano previsto ha prevalso il centro destra di Nea Democratia ottenendo consensi che hanno raggiunto il 19,2 per cento, anch' essi ben lontani dal 33 per cento del 2009 e non certo sufficienti a governare. Ma quello che rappresenta il vero terremoto elettorale è il balzo in avanti della sinistra radicale, Syriza, che ha raggiunto il 16,3 per cento, salendo quindi sul secondo gradino del podio e diventando il vero partito di opposizione. Il dato preoccupante in queste fantasmagoriche elezioni è l' avanzata deineonazisti di Alba Dorata, Chris Avghi, che sono arrivati addirittura al 7 per cento, quando appena tre anni fa potevano contare solo sullo 0,2 per cento dei consensi. Ora possono entrare in Parlamento. Al quarto posto c' è la destra dei Greci Indipendenti (10,5) e al quinto il Partito comunista, Kke, con l' 8,5. Infine, al settimo posto si è attestata Sinistra Democratica con il 6 per cento. Sarà un bel problema a questo punto formare un governo.Le altre liste, in tutto erano 32, non hanno superato lo sbarramento del 3 per cento. L' astensione è stata piuttosto elevata, attorno al 40 per cento.

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