(da Avvenire) Con un fasto neozarista, ma in una città blindata, Vladimir Putin torna al Cremlino. Ieri ha infatti prestato giuramento come presidente russo per la terza volta. Il mandato che inizia oggi durerà sei anni. Appena concluso il giuramento il neopresidente ha dato incarico al governo di creare 25 milioni di posti di lavoro entro il 2020, e di aumentare entro il 2018 i salari dei dipendenti pubblici del 40-50%. Nel salone di Sant' Andrea del Gran palazzo erano riuniti i suoi dignitari e sostenitori, dal patriarca ortodosso Kirill all'«amico» Silvio Berlusconi. Fra gli oltre duemila ospiti vi era anche, in prima fila, la moglie, Ljudmila, al fianco della moglie di Medvedev, Svetlana. Vladimir Putin ha prestato giuramento impegnandosi a «rispettare e proteggere i diritti e le libertà dei cittadini » russi su una copia della costituzione rilegata in cuoio rosso. Non vi sarà arresto per Sergej Udaltsov, il leader del Fronte di Sinistra russo fermato domenica, con altri 436 manifestanti, al termine della marcia anti-Putin sulla piazza Bolotnaja. Il tribunale rionale di via Jakimanka a Mosca ha condannato l' oppositore a pagare soltanto una multa di mille rubli. Sono stati liberati anche altri due leader della pro- testa, l' ex vice premier Boris Nemtsove il noto blogger Alexandr Navalnyj. Ieri nel corso di diverse azioni nel centro della capitale russa, secondo la polizia cittadina, sono state fermate circa 120 persone. Il ministero degli Interni ha invece parlato di un totale di 250 arresti nel corso delle manifestazioni, mentre venti sono stati gli agenti feriti. Sette invece i manifestanti contusi, sempre stando a fonti della sicurezza. La Merdeces che ha riportato Putin al Cremlino dalla Casa Bianca in cui negli ultimi quattro anni ha esercitato il ruolo di premier, ha attraversato una città deserta. Sono state chiuse tutte le strade che portano al Cremlino, così come tutte le stazioni della metropolitana del centro. Le sei televisioni russe che hanno ripreso in diretta la cerimonia di inaugurazione non hanno mostrato le manifestazioni di protesta. Eppure, quasi ogni parola del discorso pronunciato da Putin, è stata indirizzata alla «società civile», al popolo. «Abbiamo tutti ciò che ci serve per andare avanti, per produrre: uno stato capace e che si sviluppa, una base sociale ed economica forte, una società civile attiva e responsabile ». «In questo - ha riconosciuto - c' è il merito di Dmitrij Anatoljevich Medvedev».

Nessun commento:
Posta un commento