mercoledì 9 maggio 2012

Onorevoli toghe. Nel Pd qualcuno si ribella. E propone di limitare le illustri carriere dei magistrati fuori ruolo

(da Il Corriere della Sera) Nel ddl anticorruzione, grazie al deputato Roberto Giachetti (Pd) che l' ha proposta anche contro l' orientamento del suo partito, ora c' è una norma per limitare gli incarichi fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili (nonché degli avvocati dello Stato): i distacchi potranno durare solo 5 anni e l' esperienza sarà ripetibile una sola volta dopo un rientro in ruolo di 5 anni. Inoltre, il testo prevede che i fuori ruolo mantengano lo stesso stipendio di partenza e ha una norma transitoria che considera anche gli anni già trascorsi lontano dall' ufficio di appartenenza. Questa norma, però, ora rischia di scatenare un putiferio. E già il parere contrario del ministro Paola Severino, «l' emendamento potrebbe creare situazioni troppo drastiche» fa capire che il governo è in imbarazzo lasciando intendere che è in arrivo una correzione. Così - dopo un voto compatto in commissione che ha visto la sola astensione del Pd, fatta eccezione per Rita Bernardini e Paola Concia - sono già al lavoro gli sherpa per tentare di bloccare una «tagliola» che interromperebbe bruscamente illustri carriere «fuori ruolo»: dal Quirinale, ai ministeri, alla Camera e al Senato. Per questo, annuncia Roberto Rao (Udc), «c' è un accordo con Pd e Pdl per presentare un nuovo emendamento in aula, perché il testo Giachetti non chiarisce molti aspetti». Il testo approvato non blocca i doppi incarichi che - come nel caso del capo di gabinetto del ministero della Funzione pubblica - permettono ai consiglieri di Stato di occupare due poltrone e percepire due stipendi. In sostanza, osserva Donatella Ferranti (Pd), «quello approvato è un intervento che riguarderà poche decine di magistrati. Per questo va cambiato».

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